Fibromialgia

Qui potrai trovare articoli, suggerimenti ed esperienze su come lo yoga aiuta a superare questa sindrome e non solo. Riporteremo tutte le notizie attendibili, selezionate e tradotte da riviste scientifiche o specializzate accreditate nonché sulle potenzialità terapeutiche offerte in particolare dalla medicina ayurvedica e dal trattamento dello yoga. Il successo del primo blog ci ha incoraggiato a creare un sito più completo in cui poter esprimere pienamente le risorse di ILY e del team che lo forma.

Ho incominciato ad occuparmi della sindrome fibromilgica perché molte persone a me care presentavano questa patologia e nel 1989 essa non era ben conosciuta. I primi confronti e sistemi di cura li ho incontrati nella medicina omeopatica, prima che in quella allopatica. Per la medicina ufficiale veniva spesso considerata come una falsa malattia o una patologia psicosomatica. Una suggestione della mente.  Con gli anni invece ho imparato che la fibromialgia ha mille cause e si presenta con sfumature diverse. Spesso nasce da una condizione di profondo disagio di una persona. A seguito di lutti familiari/affettivi. Si presenta in soggetti che esercitano un forte controllo su loro stessi e su gli altri. Su persone che hanno subito abusi e violenze in genere. In soggetti molto sensibili, che hanno “percepito” educazioni genitoriali severe come una  violenza. Si presenta in ragazzi in età adolescenziale che, di fronte al cambiamento ormonale e psicologico che il primo mestruo (o la polluzione) comporta, non erano maturi e pronti ad accoglierlo. Mi capita spesso di parlare di fibromilgia in classe e per questo motivo ho deciso di trattare l’argomento sul mio blog. A differenza dei precedenti articoli però questo presenta un’accuratezza ed un livello di approfondimento diverso perché nascono da studi ed articoli pubblicati in atri contesti e da seminari che ho tenuto in varie città.

Il termine fibromialgia è composto di tre parole:

«Fibro» deriva dal vocabolo greco fibra, un’indicazione della struttura fibrosa presente in tendini, legamenti e guaine muscolari (aponeurosi dei rivestimenti)

«Mi» deriva dalla particella greca che indica muscolo, «algia» deriva sempre dal greco ed il vocabolo indica dolore, lavorabilità.

Fibromialgia significa quindi dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i le­gamenti ed i tendini). In vari articoli e studi scientifici la fibromialgia, o sindrome fibromial­gica (sindrome di Atlante) è descritta come:“una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso, associato a rigidità. La sua diagnosi e caratteristiche cliniche sono controverse. Le possibili cure sono oggetto di continui studi; la malattia sarebbe compatibile con l’attività lavorativa svolta dal soggetto debilitato. Gli indici di infiammazione risultano nella norma. Prevalentemente interessati dal dolore sono: la colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pel­vico, braccia, polsi, cosce. Al dolore cronico, che si presenta a intervalli, si associano spesso disturbi dell’umore e in particolare del sonno, nonché astenia, ovvero affaticamento cronico. Inoltre la non-risposta ai comuni antidolorifici, nonché il carattere “migrante” dei dolori, sono peculiari della fibromialgia. Va segnalato inoltre, come la gran parte dei sin­tomi è comune ad altre due discusse sindromi imparentate con la fibromialgia: la CFS (Chronic Fatigue Syndrome, cioè sindrome da fatica cronica), e la MCS (o Sindrome da multi-sensibilità chimica).”[

La sindrome fibromialgica è, quindi, una forma comune di dolore muscolo scheletrico dif­fuso, accompagnato da affaticamento (astenia). Colpisce approssimativamente tra i 1.5, 2 milioni di italiani.

Questa condizione viene definita “sindrome” poiché esistono segni e sintomi clinici che sono contemporaneamente presenti. La fibromialgia spesso si confonde con altre patologie poiché alcuni dei suoi tratti possono essere riscontrati in altre situazioni cliniche.

Solo nell’ultimo decennio i gruppi medico-scientifici hanno riconosciuto la fibromialgia come malattia e le hanno riconosciuto specifici protocolli di cura.

Il  paziente affetto da fibromialgia  lamenta quindi dolori persistenti, affaticamento, spos­satezza cronici, disturbi del sonno, cefalea, parestesie come intorpidimento o formicolio, dolori articolari, disturbi della memoria e della concentrazione, sintomi da intestino o ve­scica irritabili, depressione, ipercinesi degli arti inferiori (restless-legs syndrom, sindrome delle gambe irrequiete) sensazione di gonfiore alle mani ed elevata sensibilità al freddo.

Il nome fibromialgia o sindrome fibromialgica è considerato da medici e ricercatori più ap­propriato ed ha ampiamente rimpiazzato i vecchi termini utilizzati, laddove sindrome indica un quadro sintomatologico pressoché costante e cronico, perché si fa riferimento per la diagnosi ad uno stato di persistenza del dolore lamentato dal paziente per un periodo cro­nologico non inferiore a 3 mesi.

La fibromialgia interessa principalmente i muscoli e le fasce nervose. Sebbene possa assomigliare ad una patologia articolare, non si tratta di artrite e non causa defor­mità delle strutture articolari. La fibromialgia è in effetti una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli. La sindrome fibromialgica manca di alterazioni di laboratorio. Infatti, la diagnosi dipende principalmente dai sintomi che il paziente riferisce e dalla test dei tender points. Alcune persone possono considerare questi sintomi come immaginari o non importanti. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, la fibromialgia è stata meglio definita attra­verso studi che hanno stabilito le linee guida per la diagnosi. Questi studi hanno dimo­strato che certi sintomi, come il dolore muscolo-scheletrico diffuso e la presenza di speci­fiche aree algogene alla digitopressione (tender points, appunto), sono presenti nei pa­zienti affetti da sindrome fibromialgica e non comunemente nelle persone sane o in pa­zienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose.

SINTOMI DELLA FIBROMIALGIA E DIAGNOSI.

Tra gli anni ’50 ed ’80 la sindrome da fibromialgia è stata uno degli stati patologici cronici meno considerati, nonché oggetto di diagnosi errate, giacché imperava una grande confu­sione circa la sua diagnosi. Nel 1990 la Società americana di reumatologia (American Col­lege of Reumatology- ACR) pubblicò, per la prima volta, i criteri diagnostici della sindrome da fibromialgia. Si trattava, innanzitutto, di linee guida destinate alla ricerca, che risulta­rono molto utili anche nella prassi medica per diagnosticare la malattia.

I criteri furono definiti sulla base di dati provenienti da 20 istituti medici, statuni­tensi e canadesi. I criteri diagnostici sono di facile comprensione ed applicazione, affidabili ed hanno dato ottimi risultati nell’identificazione del paziente fibromialgico. Dal 1990  un medico effettua la diagnosi  basandosi su:

  • l’ anamnesi del paziente (storia clinica pregressa)
  • l’esame dei tender points (18 punti), ossia dei punti del corpo ben definiti e dolenti ad una digitopressione specifica.

La diagnostica di base della fibromialgia comprende l’intervista da parte del medico al pa­ziente, sui disturbi attuali e remoti (anamnesi), congiuntamente ad un esame dei tender points, nel corso dei quali il medico usando  il pollice oppure due o tre dita, esercita una pressione pari di circa 4 Kg  sui punti visibili nell’immagine che segue.

Inoltre si esegue un controllo dei punti non dolenti detti punti placebo (punti di controllo non alogeni alla pressione localizzati sulla fronte, distalmente sull’avambraccio e lateral­mente sulla testa del perone.

Nel caso di pazienti cronici di solito il medico,  effettua esami ulteriori  per escludere altre patologie.

In caso di sindrome fibromialgica le malattie organiche sono assenti; i risultati radiologici e di laboratorio sono nella norma.

I sintomi frequenti rilevati nella fibromialgia sono:

  • Ansia
  • Sensibilità alle variazioni climatiche
  • Sensibilità cutanea al tatto
  • Cefalea cronica
  • Disturbi premestruali
  • Dolori dell’articolazione mandibolare (sindrome temporo-mandibolare)
  • Mialgia cronica
  • Parestesie
  • Ridotta resistenza fisica
  • Rigidità articolare mattutina
  • Sensibilità allo stress
  • Sonno non ristoratore
  • Stanchezza e spossatezza diffuse
  • Stomaco ed intestino irritabile
  • Cattivo umore (depressione)
  • Vescica irritabile

I dolori cronici dei muscoli e dei tessuti molli sono il sintomo primario della presenza della sindrome.

Coloro che ne sono affetti descrivono i loro disturbi più o meno con la frase : “Fa male tutto”. Essi lamentano dolori che “circolano” nel corpo, che erodono, profondi, improvvisi  e brucianti.

I pazienti avvertono l’intensità del dolore in maniera lieve oppure persistente. Ad ogni modo sono localizzati nel profondo di muscoli, legamenti e tendini. Comuni sono anche i dolori articolari.

Essi diventano talmente forti da compromettere le capacità motorie e funzionali del sog­getto colpito.

Di solito il paziente fibromialgico avverte i dolori fin dal risveglio e le articolazioni sono ri­gide. Nel corso della giornata i dolori possono diminuire lievemente, per poi peggiorare verso sera. Più il soggetto si muove e più i d­olori aumentano. Allo stesso modo anche si­tuazioni climatiche quali umidità, eccesivo calore, così come un aumento di ansia e stress, possono esacerbare i dolori. (continua…..)

Rita M. Nocerino

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