Essere

Ho incominciato l’anno all’insegna della paura del giudizio degli altri. Un vero delirio di cui non riuscivo a liberarmi tranne sul tappetino di yoga. Solo lì mi sentivo felice e a mio agio. Tutto è incominciato a settembre 2018 quando per la prima volta nella mia storia mi sono ritrovata in classe allievi quasi tutti nuovi.

È stato un duro colpo al mio ego e alla mia autostima di persona che per 5 anni di seguito aveva avuto sempre gli stessi alunni con l’aggiunta di nuovi che poi diventavano vecchi.

Un giorno, dopo la mia pratica buddista del mattino, abituata da venti anni ormai a considerare il mio esterno effetto delle mie cause interne…ho fatto un esame di coscienza. Ho preso il quadernino yoga in cui appunto le mie riflessioni e pensieri e ho riletto.

Che la mia allieva con depressione seguisse un serio percorso terapeutico con un bravo medico….. assieme ad un percorso di vita appagante e vero….realizzato.

Che un altra allieva che cercava lavoro e un amore coronasse il suo sogno….fatto.

Che l’allievo futuro campione ctrovasse il team di allenamento vincente…fatto.

E allora che cosa mi dava l’amaro in bocca? Ho impiegato 3 mesi per capirlo….

Me ne sono accorta ieri, allorché l’allievo campione di nuoto, con il quale ho mantenuto il legame affettivo, mi ha invitato ad una sua gara di nuoto a Portici.

Mi sono sentita gioiosa e leggera. Quando si dice che i giovani sono il nostro futuro e la nostra speranza…. Si perché quando io per un anno condivido un pezzo di vita dei miei allievi, mi dispiace poi non farne più parte anche se sai bene che la vita va avanti e che puoi trovarti ad assumere un ruolo diverso. Difatti non provo ad esempio lo stesso senso di amarezza quando un mio allievo diventa la mia estetista, una mia amica, l’insegnante di mio figlio, un compagno di fede religioso….una persona che continua ad orbitare con un ruolo diverso e spesso più consono. L’allieva diventata estetista ad esempio, la mia salvezza. La migliore di sempre. E come mi emoziona vedere l’allieva ora compagna di fede buddista felice e serena.

Allora mi sono ricordata la preghiera dell’insegnante che facevo quando ero insegnante in altra materia. La trovo splendida nella sua disarmante semplicità.

Ti prego per tutti i ragazzi e le ragazze che mi saranno affidati durante questo anno scolastico.
Sento forte l’importanza della mia responsabilità educativa, ma conosco anche i miei limiti e le mie incertezze.
donami una passione educativa che possa plasmare il mio pensare, il mio progettare, il mio agire; concedimi l’entusiasmo necessario per testimoniare l’amore del sapere, la gioia della collaborazione, la fiducia negli altri; rendimi capace di accogliere, guidare e incoraggiare chi si affida a me ogni giorno; donami la pazienza di attendere tempi educativi che non sono i miei e che tu solo conosci; fa’ che la fatica, lo scoraggiamento e l’insuccesso non permettano di chiudermi in me stessa, ma mi aprano alla ricerca di prospettive sempre più ampie.Rendimi capace di comprendere che il mio essere un’insegnante è un grande dono. “

Si! Il dono che ho di condividere e trasmettere lo yoga, una disciplina millenaria di cui sono semplice strumento.

Come allora non amare Benedetta Spada (insegnante Yoga Jivamukti e non solo a Milano) quando scrive

1- l’insegnante yoga più degli altri si assume la responsabilità delle proprie azioni

2- c’è posto per tutti, ovvero almeno qui evitiamo la competizione tra allievi, colleghi, scuole!

3- rispettare se stessi e sapere di non essere perfetti ci permette di rispettare gli altri!

4-non approfittare delle fragilità che lo studente mette generosamente nelle nostre mani.

5- non ostacolare mai il lavoro degli insegnanti yoga, cercare di conoscere il suo percorso e metodo poi scegliere se condividerlo o meno.

6- fare in modo che lo yoga in occidente divenga sempre più esperienza condivisibile, alla portata di tutti, che sia una via di consapevolezza e salute non di potere e arricchimento.

7- un insegnante yoga lavora come un medico o un avvocato, è giusto che riceva un compenso per il suo lavoro. Non troppo, non troppo poco, questo permette di vivere, curarsi, e approfondire gli studi, donare ciò che impara al sociale.

8- se un allievo è malato e ha necessità di praticare ma non può pagare le lezioni, è dovere dell’insegnante yoga cercare di donargli le classi per aiutarlo a guarire, i soldi in questo caso non contano! Se lo studente sta bene questo sarà il più bel dono!

9- insegnare e praticare yoga vuol dire costanza, studio, cura, rispetto giorno dopo giorno

10- chi insegna yoga e ha una famiglia ( marito/ moglie / figli) cerchi sempre di portare amore a loro come la pratica di ogni giorno insegna.

11- donare una classe yoga gratuita almeno una volta al mese ovunque è richiesto.

12- amare ciò che si fa e si è se non vi è amore non vi è yoga.

13- rispettare l’allievo mantenendo un sereno rapporto professionale, non approfittare, non giudicare, non imporre il proprio pensiero.

14- la pratica yoga è molto concreta, richiama alla vita di tutti i giorni permette di vivere meglio e agire consapevolmente. Fate in modo che la vostra pratica arrivi anche a coloro che in un centro yoga non metterebbero mai piede!

15- Ridete, sorridete, siate umani e umilmente accettate i vostri errori. Non abbiate la presunzione di non commetterne.

16- dedicate la vostra vita alla vita, trovatene ogni giorno il senso nelle piccole cose. Non abbiate la pretesa di migliorare gli altri, migliorando voi stessi tutto verrà di conseguenza.

17- perdonare gli altri è difficile, ancor più voi stessi, iniziate a farlo, provateci il cammino è lungo ma possibile! Perdonare non significa farsi fare altro male, significa proseguire per la propria strada, lasciando andare coloro che ne hanno scelto una diversa!

18- siate liberi di ricostruire la vostra esistenza al di là dei giudizi altrui, della famiglia che vi ha generato, siate il potenziale che è in voi.

19- costruite la vostra quotidianità attraverso scelte chiare, oneste!

20- non tradite voi stessi e non tradite chi vi è accanto questo vi rende liberi!

Ed io non posso tradire me stessa nell’essere un’inguaribile romantica, abbarbicata a cozza nei miei affetti e nelle mie stupide certezze. Nel mio essere incoerente, insicura, ansiosa, “accellerata”, avida di sapere e di cioccolata. Blindata sulle confidenze che mi vengono fatte come ad un segreto in confessione….nell’essere semplicemente me. E per la prima volta in 48 anni…felice di esserlo.

link:

http://www.benedettaspada.com/lettera-aperta-tutti-gli-insegnanti-yoga/

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