Drishti

Cos’è il drishti?

Dṛṣṭi significa “il guardato” cioè l’oggetto che cattura la vista.

La radice di questo termine ha un valore particolare negli Yoga Sūtra di Patanjali dove dṛṣṭuh è lo “spettatore” o il “testimone” che si stabilirà fermamente (avasthanam) nella propria vera natura (svarupa) quando lo yoga avrà inibito (nirodha) le fluttuazioni della mente (citta vrtti) (Yoga Sūtra 1.2-3). Così realizzeremo “citta vritti nirodah”.

Nella pratica la vista ha quindi un valore particolare, rispetto agli altri sensi. La direzione dello sguardo rappresenta lo specchio della mente e delle emozioni.

Disciplinando lo sguardo si ordina la mente. Questo concetto è alla  base agli esercizi di Dharana (concentrazione). Qui lo sguardo diventa l’occhio della mente ” rivolto alla propria interiorità” (dice B.K.S. Iyengar in “Lights on Pranayama”). Un puntatore laser dell’energia da direzionare nelle zone del corpo in cui vogliamo lavorare.

Nella pratica dell’Aṣṭāṇga ad ogni movimento è abbinato ad esempio uno dei nove dṛṣṭi dello yoga.

Due tipi di dristi

Più profondamente la parola dṛṣṭi vuol dire trovare il centro di ogni nostra intenzione

Abbiamo quindi uno sguardo esteriore, la direzione degli occhi, ed uno sguardo interiore. Entrambi hanno due elementi in comune: noi stessi ed il tempo presente

Dove noi guardiamo con gli occhi, li è diretta la nostra attenzione. Focalizzare la vista su un singolo punto consente alla nostra consapevolezza di disegnare i suoi spaziosi orizzonti e non farsi distrarre da pensieri del tipo “cosa cucino stasera?” “devo andare a prendere mio figlio a scuola!” “perché quel tipo mi ha trattato così male?”.

Con lo sguardo interiore, ascoltiamo il suono del respiro, la sua energia, dove esso lavora e le emozioni che si muovono dentro di noi.

Abbiamo poi un drishti spirituale situato nel centro delle nostre sopracciglia, Ajna chakra. Questo punto viene chiamato “il terzo occhio” ed è considerato il punto di partenza della visione chiara che un uomo può raggiungere. Si può “accedere” a questo drishti attraverso esercizi di concentrazione e visualizzazione.

Esercizio per Ajna chakra

Sedete in una posizione comoda, schiena dritta, chiudendo gli occhi e immaginate di osservare il centro delle vostre sopracciglia, senza sforzare eccessivamente i muscoli attorno agli occhi. Immaginiamo che in quel centro ci sia un punto bianco e osserviamo i suoi contorni e la forma. Quando riusciamo davvero a fissare solo quel centro, ecco che tutti i turbamenti della mente svaniscono e cominciamo ad oltrepassare i limiti di un pensiero definito creando uno spazio indefinito e aperto a mille possibilità.

Vita quotidiana

La pratica del drishti è utile anche in periodi di indecisione e turbamenti riguardo il futuro o in momenti in cui non riconosciamo più chi siamo. Il segreto di tutte le persone sicure di sé e piene di energia è avere un obiettivo, una meta verso il quale dirigere la loro attenzione. A lungo o a breve termine che sia, questa meta deve essere chiara e ben visibile e la nostra realtà giornaliera deve essere nutrita costantemente dal profumo di questo “punto di arrivo”. Inoltre, avere l’attenzione focalizzata verso un determinato obiettivo ci salva da quei periodi che indeboliscono la nostra personalità e le nostre solide credenze. Consentiamo alla nostra mente di focalizzarsi solo su quello che è realmente necessario per noi e abbandoniamo qualsiasi strada alternativa che può fare disperdere inutilmente l’energia. E’ un po’ come quando lanci una freccia verso un bersaglio: se sei impegnato ad osservare a destra o a sinistra e non guardi con attenzione il centro, la freccia non lo colpirà mai. Se invece tutto il tuo essere è proteso in quella direzione, fuso con la freccia e totalmente assorto nell’azione di scoccarla, si centra il bersaglio al primo colpo.

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