Adho Muka Shavasana: Cane a testa in giù

 

 

E’ una delle posizioni base della pratica yoga.

Temuta da chi per la prima volta partecipa ad una lezione yoga, odiata dai principianti ed amata da chi ha una pratica più assidua, è favolosa per i benefici fisici, emozionali e psicologici che esercita sul praticante.

Sbirciando sul web e leggendo articoli di altri colleghi mi hanno colpito i benefici indicati da https://dutchsmilingyogi.com/adho-mukha-svanasana-downward-facing-dog/

Li traduco dall’inglese per i non “avvezzi alle lingua”: Rimuove l’affaticamento e l’energia (soprattutto per i corridori di lunga distanza dopo una lunga corsa)

Allevia dolore e rigidità causati dai tacchi

Rafforza le caviglie

Tonifica le gambe (e le ginocchia)

Allevia la rigidità e le infiammazioni delle spalle

Rafforza i muscoli addominali

Riduce il battito cardiaco

Ringiovanisce e stimola il cervello

Aumenta la gioia.

Mi soffermo proprio su questi ultimi due benefici. Il cane a testa in giù è una piccola e semplice inversione. Incominciamo quindi a familiarizzare con il capovolgere la testa e tutto ciò che questo rappresenta per ognuno di noi. Soprattutto in persone mentali ed estremamente razionali, capovolgere il capo rappresenta una rivoluzione non solo fisica ma psichica. E’ una scoperta.  Vediamo che riusciamo a provare beneficio e allungamento nel corpo con la testa sotto il cuore. Percepiamo la testa più leggera ed il corpo più stabile sulle nostre mani e piedi. Grazie ad essa il nostro essere percepisce la grandezza di poter contare sulle proprie mani e sui propri piedi per essere stabile e forte. Il giorno in cui i talloni raggiungono il pavimento una gioia indescrivibile ci assale. Proveremo eguale gioia ogni volta che miglioriamo il nostro “stare” nell’asana, ma di solito questa è una delle prime asana che conquistiamo. Una delle prime vette a cui punta un praticante. Allora avvertiamo che la stabilità nasce non dai talloni a terra ma è nella nostra pancia e nel nostro respiro. Soprattutto se abbiamo attivato mula bandha e uddyana bandha con la respirazione Ujjay lunga e  profonda.

Grazie alla rotazione delle spalle e familiarizziamo con il concetto che le spalle sono separate dalle braccia e che ruotandole in modo diverso non si spezzano ma si rafforzano. Ad un osservatore esterno sembra che i nostri piccoli polsi e caviglie sostengono l’asana senza accorgersi che le dita di mani e piedi  sono aperte radicate a terra, così come il centro delle mani è aderente a ventosa sul tappetino. Pollici ed indici hanno un ruolo timone nella rotazione di trapezi e deltoidi….piccoli arti capaci di creare bilanciamento, stabilità e correttezza dell’asana. Con la parola correttezza qui intendo “sanezza”: se curiamo tutti questi passaggi non avremo problemi e dolori, bensì leggerezza e piacere.   Lo yogi allora percepisce che la cura dei particolari permette di creare grandi cose. Il tappetino cede il passo alla vita, che tutti percepiscono nel loro cuore praticando yoga, chi prima chi dopo. Tutti indistintamente.  Lo yoga è democratico. Ed ognuno realizza l’asana così come è, ognuno con le sue caratteristiche uniche e speciali. Se non ci rispettiamo il corpo si ribella e quasi sempre ci facciamo male e nel percorso yoga, come i gamberi, dobbiamo tornare indietro, facendo ammenda, esercitando l’ umiltà. Dal piano fisico passiamo a quello psicologico e puliamo il nostro ego da arroganza e superficialità, fatalismo e scappatoie. Capiamo l’importanza di ascoltare e ascoltarsi. Rispettare e rispettarsi. Amarsi per poter amare.  Questo per me significa realizzare l’asana e lì provo una gioia indescrivibile che esplode dal mio cuore e mi fa provare gratitudine piena verso me stessa e verso il mio lavoro/percorso yoga.

Il “cane a testa in giù” rilassa il cervello e contribuisce ad alleviare lo stress e le forme di lieve depressione. Da una sferzata di energia a tutto il corpo e ringiovanisce corpo e spirito perché la vitalità permette anche il risveglio di cuori e menti piegate dal dolore della vita. E’ indispensabile avere molta pazienza e costanza nella pratica di questa asana.

La posizione del “Cane con la Testa in giù” implica la giusta dose di arrendevolezza e disciplina. Pochi riescono ad eseguirla bene al primo tentativo. In genere si riesce soltanto dopo una pratica costante e continua. Una volta diventati esperti, sarà possibile sperimentare alcune varianti della posizione, per renderla più dinamica ed energica. Si raccomanda di eseguire la posizione cercando di rilassare i muscoli, senza forzare eccessivamente. Soltanto la giusta dose di forza e rilassamento permette di ottenere risultati soddisfacenti e duraturi. Con questa asana le scapole si aprono, garantendo una salutare apertura frontale delle spalle. Il tratto dorsale si distende, facendo sì che le vertebre in mezzo alle scapole si distanziano tra loro. Non spaventatevi se, all’inizio, percepite una eccessiva torsione e contrazione delle spalle. Se non forzate troppo, riuscirete a superare il dolore e il fastidio con la giusta pratica.

La posizione deve essere evitata in caso di: pressione alta, mestruazioni, gravidanza, glaucoma, problemi ai polsi e alle spalle in generale. In caso di ernia iatale (un disturbo che provoca una sensazione di rigurgito dopo aver consumato i pasti) è consigliabile praticare la posizione almeno tre ore dopo aver mangiato.

Le origini

Le asana yoga nascono per imitare la natura, piante ed animali. Nel cane a testa in giù ripetiamo la posizione del cane che richiama l’attenzione del padrone per giocare. Adho muka svanasana è l’invito al gioco della pratica yoga, dello sperimentare nuove capacità e nuove cose. La reazione del praticante rifletterà la tendenza che ognuno di noi ha di fronte al gioco e alle novità…Ansia, preoccupazione, desiderio di perfezione; oppure voglia di sperimentarsi, vitalità e divertimento. Adho muka svanasana è un’asana che ci aiuta a sviluppare il nostro essere più giocosi e bambini, più teneri e simpatici,  più cuccioli. Ci riavvicina al nostro bambino interiore. Abbiamo così la possibilità di ricordarci chi eravamo e chi siamo e quanto di quel bambino/a esiste ancora in noi. E se dovessimo accorgerci che quel bambino/a non c’è più, non c’è problema! Possiamo sempre ritrovarlo, perché è parte di noi.

 

 

Per approfondire :

https://www.atuttoyoga.it/adho-mukha-svanasana-cane-testa-giu/

Downward Facing Dog – Adho Mukha Svanasana

Per imparare:

https://www.youtube.com/watch?v=H3wdgrNaB5g

 

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